Antropologia di uno StartUpper #1

Luca Rossini

Oggi inizio ad occuparmi con un occhio antropologico degli StartUpper, non vi preoccupate non sono un mutante multiforme che in questo momento si crede un antropologo.

Iniziamo quindi Antropologia di uno StartUpper #1



 

Il primo StartUpper (lasciatemi il vezzo di scrivere s e u maiuscole), che ho avuto il piacere di osservare ed intervistare è Luca Rossini fondatore della Rossini Energy

Luca è un Fisico appassionato di tecnologia per

  • la produzione
  • la conservazione
  • l’ottimizzazione

dell’energia, sia da fonte rinnovabile che non, uno dei temi più importanti della nostra caotica società.

Mi sono interessato a lui non tanto per la sua brillante soluzione di accumulo di energia ma per le dinamiche di StartUpper, come è arrivato alla fase attuale di immissione nel mercato del prodotto, partendo di fatto senza fondi, a parte i pochi risparmi personali.

Luca è calmo e pacato, pieno di temi interessanti e coinvolgenti, che escono con una lucida ma calda argomentazione, è come se ti dicesse “ lo sai che faccio così ottengo questo” e non dà mai impressione di volerti vendere qualcosa, ma solo di divulgare e condividere la sua visione ed i suoi pensieri.

Mi racconta la sua prima importante esperienza nel settore Oil&Gas a Singapore, e da qui capisco subito la sua propensione al nomadismo tecnologico, vado dove posso esprimermi al meglio, non importa dove, che ricorda con piacere e che gli ha consentito di mettere da parte dei risparmi da investire, e come lo ha investito?

Da persona diligente, volendo approcciare le tecnologie delle energie rinnovabili, si iscrive ad un Master in Francia, eh sì in Francia, come mai lì e non in altre nazioni, non per essere sciovinista ma non ho chiesto perché non ha considerato l’Italia…., visto che avendo autonomia energetica grazie al nucleare non hanno un settore molto sviluppato delle rinnovabili, messo in relazione con altre nazioni europee.

La risposta di pancia è stata che ha utilizzato le relazioni che aveva, e che in fondo si trova bene con il sistema Francia, non ritenendolo un valore assoluto, ma relativo a lui al suo modo di essere.

Quindi in questo caso ha scelto
in base a dove si è meglio identificato, senza pregiudizi.

Durante in Master ha approfondito vari temi, ed ha studiato oltre la tecnologia le possibilità di business con il mercato dell’energia.

E la domanda guida è stata dove c’è maggiore potenzialità di innovazione e di conquista di mercati, la risposta che si è dato è lo stoccaggio dell’energia.

Tanto per non farsi mancare niente lo stage del Master lo ha svolto presso una multinazionale francese in Guyana, dove si trova la legione straniera, le rampe dei vettori dell’ESA Arianne, le zanzare e una simpatica centrale solare ad accumulo.

Ma la lampadina si accende quando alla ricerca di dare forma al magma celebrale, in visita presso un’azienda nota una cosa:

i muletti vanno a batterie e a seconda dell’attività
per molto tempo sono fermi,

quindi perché non utilizzare le loro batterie per l’accumulo da installazione fotovoltaica.

Avuta l’idea, senza soldi come realizzare un primo prototipo e farsi poi finanziare? Fra le varie alternative scartate

  • Chiedere un prestito a
    • Banca
    • Parenti
    • Amici
  • Trovare un Business Angel dopo aver impiegato
    qualche mese a fare un robusto Business Plan
  • Lavorare di giorno per finanziarsi e prototipizzare
    la notte

Ma dal Master si era inserito nell’ambiente Universitario di Lille, in cui è riuscito con faccia tosta, calma e pacatezza ad entusiasmare, stagisti, colleghi di Master, studenti donne delle pulizie al Suo progetto creando una specie di competizione ad aiutarlo gratuitamente, perché diciamolo era cool (o se preferite lo dico in italiano “figo”) partecipare alla creazione del prototipo, quindi un po’ dal “kaos” nasce il primo prototipo, ovviamente senza certificazioni ma provato in qualche modo a “scrocco” nei laboratori dell’Università.

Si definisce un pò “clandestino “ e rovistatore di apparati e materiali in disuso e in rottamazione dell’Università, ed io penso a quante StartUp che non si ingegnano anche in questo e spendono migliaia di euro in consulenze lente ed inconcludenti per arrivare ai prototipi…..

E ora? Dove provarlo visto che occorre un capannone industriale con un impianto fotovoltaico sul tetto e che abbia almeno un muletto.

E qui Luca usa la frase “sono andato con il cappello in mano” a chiedere a chiunque in Italia stavolta, perché dimenticavo di riportare che il sistema per via del costo dell’energia è convenientissimo in Italia e Belgio NON IN FRANCIA!

Per trovare potenziali “vittime” usa le foto satellitari di google maps per capire se sui tetti di un distretto industriale, è installato un impianto fotovoltaico, col senno e le conoscenze di poi ci sarebbero stati metodi più veloci che gli avrei potuto suggerire se ci fossimo incontrati prima.

Finalmente trova una tipografia il cui titolare non si fa molte domande (Funziona? Farà danni? Perderò l’incentivo del GSE? E se arrivassero gli Alieni e le Cavallette Ecc…), e gli fa fare le prove che danno dei risultati strepitosi.

Bello Bellissimo ci siamo ma oppsss, sono finiti i soldi per cui avendo privilegiato la parte tecnologica al fund raising, si ritrova a dormire nel Kangoo (noto veicolo commerciale Renault, poteva andare peggio avrebbe potuto dormine nella mitica Duna della Fiat), si anche l’auto ha cambiato per portare il prototipo in giro, per scoprire per necessità che può essere anche un camper, e con molta serenità fa anche questa simpatica esperienza.

Quindi bisogna tornare a fare cassa ed inizia a lavorare part-time per un’azienda francese sulla mobilità elettrica, ma dopo qualche mese non riuscendo a portare avanti il suo progetto molla tutto e riesce ad entrare in un incubatore francese, o meglio nell’incubatore più grande al mondo Station F, a Parigi, dove incontra di tutto business angel, venture capital, con cui non conclude niente, altri startupper

ma qui ha un’altra intuizione, andare in Australia! Australia perché? Perché è il mercato più importante per lo stoccaggio dell’energia, trova un partner e anche qui “scrocca” i laboratori e l’ospitalità di una Università di Sidney.

Nel frattempo la società per cui faceva consulenze part-time, gli fa una proposta che non si può rifiutare, finanziare una startup con 1.000.000,00 €!

Bingo, trovati i soldi l’ufficio i laboratori il partner industriale.

Ed ora che deve partire con il
mercato italiano, sta raccogliendo proseliti fra elettricisti aperti
all’innovazione.

Da questa storia di StartUpper manca il finale, vero è che ogni percorso è a se stante ma per me è stato interessante cogliere alcuni aspetti chiave per lo StartUpper che possano servire da spunto:

  1. Interessersi Un settore ben chiaro, non per opportunismo ma per DNA
  2. Capitalizzare Esperienze significative e talvolta bislacche
  3. Imparare ad Imparare sempre
  4. Coinvolgere sinceramente chiunque abbia affinità con noi, per scoprire piacevolmente quanto gli altri sono disposti a fare per noi, a contribuire ad un progetto per la soddisfazione di farne in qualche modo parte.
  5. Non porsi limiti: spaziali temporali ecc.. quindi scegliere senza pregiudizio ma ponendosi la domanda di cosa fare e di dove sia meglio andare per la realizzazione concreta del progetto
  6. Stare lontano da Banche e Finanziarie
  7. Prediligere Partner Industriali invece di Business Angel e Venture Capital
  8. Metterci la faccia con tutti e avere un dialogo diretto.

In tutto ciò mi viene in mente il saggio sul dono di Marcel Mauss, in cui Luca ha fatto tanti doni per tessere e rafforzare le relazioni, ha donato un senso di appartenenza a qualcosa di più grande e la visione che nel mio piccolo posso contribuire a cambiare il mondo.

Che parolone… ma servono a enfatizzare come se riceviamo i giusti doni tutti noi ricambiamo con entusiasmo.

“and now something completely different” (cit. Monty Python)
Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt’e due gli occhiali da sole. (cit. The Blues Brothers)

link
Rossini Energy
Rossini Energy Instagram
Marcel Mauss-Saggio sul dono 
Station F


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